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Autore Messaggio
MessaggioInviato: 14/12/2012, 23:20 
Non connesso

Iscritto il: 31/10/2011, 15:15
Messaggi: 353
Alla Taglieria del Pelo, di via Wagner38/d, ad Alessandria, con la presenza di un folto pubblico di cittadini e lavoratori, ed inoltre il Sindaco, diversi Consiglieri Comunali, un Consigliere Regionale, i rappresentanti delle tre sigle sindacali, oltre ai giornalisti delle principali testate, si è svolta un Assemblea pubblica delle Cooperative della provincia di Alessandria. 
Le 17 Cooperative in questione occupano più di 1000 lavoratori, in particolare le Cooperative Sociali di tipo “B”, che occupano soggetti appartenenti alle fasce più deboli, e le Cooperative Sociali di tipo “A”, che occupano lavoratori in maggioranza donne, appartenenti in maggioranza a nuclei monoreddito. A causa dei mancati pagamenti da parte del Comune di Alessandria, del CISSACA, dell’AMIU e di SITAL, per un importo totale di circa 10 milioni di euro, sono ridotte allo stremo, ma nonostante il fatto che questa situazione sta perdurando da tempo, le stesse hanno comunque sempre dimostrato senso di responsabilità:
- Assicurando i servizi alla cittadinanza
- Mantenendo l’occupazione dei lavoratori
- Garantendo il pagamento dei contributi e degli stipendi sino ad oggi.
Ora però non sono più in grado di continuare, in quanto il grado di indebitamento raggiunto, non consente più di corrispondere gli stipendi di novembre e i Contributi Previdenziali, IMU e Imposte in genere. La situazione è drammatica, dall’Assemblea è emersa una forte preoccupazione per i lavoratori e le famiglie e in particolare per i servizi alla cittadinanza, che rischiano di cessare definitivamente con gravissimi disagi per i cittadini, molti dei quali in difficoltà esistenziale, di vario livello. Le Cooperative si domandano fino a quando gli enti in questione continueranno a non ottemperare ai loro obblighi, e lanciano un ennesimo e ultimo “S.O.S. Fate Presto”, altrimenti il lavoro che le stesse svolgono egregiamente da decenni, al punto che rappresenta un modello di Welfare anche a livello nazionale, rischia di saltare e si andrà incontro alla realtà sopra evidenziata, con tutte le conseguenze del caso.
Fatti salienti emersi nel corso dell’incontro:
L’attenzione e l’interesse verso il grave problema delle Cooperative, dimostrato dalla presenza del Sindaco, Rita Rossa, di diversi Consiglieri Comunali, un Consigliere Regionale, i rappresentanti delle tre sigle sindacali e i giornalisti delle principali testate.
La necessita improrogabile di intervenire subito per evitare licenziamenti e cessazione dei servizi.
L’apertura immediata di un tavolo permanente di confronto con tutte le parti interessate, per trovare soluzioni finalizzate a risolvere la grave crisi in atto, a cui il Sindaco a dato il suo più ampio consenso.
La richiesta da parte di Corrado Parise Presidente della Cooperativa il Gabbiano e coordinatore dell’incontro, di ricomprendere i lavoratori delle Cooperative nello stesso paniere dei dipendenti pubblici, in modo che le eventuali risorse vadano divise fra tutti.
Il dibattito è stato animato da interventi piuttosto accesi da parte di alcuni lavoratori delle Cooperative, comprensibilmente esasperati dal fatto che nonostante le precedenti manifestazioni e taluni incontri, per loro sinora nulla è stato fatto, invece i dipendenti pubblici, anche se con qualche ritardo, hanno comunque sempre regolarmente ricevuto lo stipendi.
Pier Carlo Lava
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Il volantino della protesta:
I PUNTI DELLA NOSTRA CRISI E DEL NOSTRO RILANCIO
1.    I DATI
17 cooperative coinvolte: Azimut, Bios, Coompany, Crescere Insieme, Eliana, Forest, Gingko Biloba, Il Gabbiano, La Bi, La Ruota, Liberazione, Marcondiro, Nuova Socialità, Senape, Sistema Imprese Sociali, Startal, Associazione Aias
1.000 lavoratori, di cui circa il 15% svantaggiati e circa l’80% donne
10.000.000 di euro di crediti
Servizi per bambini, minori con gravi problemi familiari, famiglie in difficoltà, diversamente abili, persone con sofferenza mentale, con dipendenza da sostanze, anziani assistiti in casa di riposo e a domicilio; servizi pubblici quali la raccolta rifiuti.
2.    IL CREDITO
Diecimilioni di euro di credito, gran parte del quale riguardante il periodo primavera-estate 2001-dicembre 2012, ma vi sono fatture ancora non pagate del 2009 e 2010! I debitori più importanti:
6.000.000 € CISSACA (Consorzio Intercomunale Servizi Sociali)
2.000.000 € COMUNE
1.300.000 € AMIU (Azienda rifiuti)
Il credito cresce di mese in mese. Le ultime fatture pagate risalgono alle competenze di aprile(in alcuni casi) e agosto 2011.
3.    I DANNI E LE BEFFE
Non essere pagati non significa solo vivere una drammatica crisi di liquidità. Significa anche appesantire i bilanci di nuovi costi legati agli oneri finanziari, non poter far fronte al pagamento di stipendi, contributi e tasse, con le gravi responsabilità che ne derivano e il pesantissimo onere a carico di soci, famiglie, imprese con una lunghissima storia. Un intero settore e il suo patrimonio di professionalità, know how, umanizzazione ed efficienza dei servizi messo a rischio di esistenza. Siamo vittime, passiamo per colpevoli: perché non riusciamo più a pagare gli stipendi, i contributi, le tasse.
4.    SIAMO GESTORI DELLA FUNZIONE PUBBLICA
Da sempre il nostro ruolo è quello di promotori, interpreti, progettisti ed esecutori della funzione pubblica, non di meri appaltatori di servizi. Abbiamo dato tantissimo ai cittadini e allo Stato, che ci ha sempre chiamati per risolvere problemi altrimenti inaffrontabili, assicurando qualità, creatività, umanità, efficienza. Mai svilendo il ruolo dello Stato che, anzi, abbiamo sempre richiamato e sollecitato a farsi carico dei suoi doveri verso i cittadini. Non siamo il privato che approfitta delle risorse pubbliche, siamo lavoratori e cittadini che del servizio pubblico hanno fatto la loro vita.
5.    LE PROPOSTE PER USCIRNE
Non possiamo più vivere di promesse e rassicurazioni. È urgentissimo che vengano istituite sedi di confronto per affrontare il passato, il presente ed il nostro futuro:
Tavolo col Comune di Alessandria
Tavolo con le Organizzazioni Sindacali
Tavolo con gli Enti debitori
Non possiamo, nel frattempo, fermare il percorso già avviato per la tutela legale dei nostri interessi. La nostra linea interessa gli enti debitori, ma anche quelli creditori (enti previdenziali e fisco): non siamo più in grado, infatti, di pagare puntualmente lo Stato, mentre lo Stato continua a dimenticarsi di noi.
Intanto, affermiamo la nostra priorità: vogliamo e dobbiamo essere pagati.
6.    UN’EMERGENZA NELL’EMERGENZA: IL CASO AMIU
Un duro STOP agli inserimenti lavorativi di persone svantaggiate è notizia di oggi.
L’AMIU, oltre ad aver messo in ginocchio le cooperative sociali impegnate nel servizio “Porta a Porta” non pagandole da un anno e mezzo, ha deciso di non rinnovare il contratto alle stesse costringendole a lasciare a casa, dal primo gennaio, 25 persone. Le cooperative impiegano in questo servizio almeno una decina di persone provenienti dalle categorie svantaggiate inoltre e, pur non ricevendo pagamenti, non hanno mai interrotto il servizio a vantaggio della cittadinanza!
La situazione è resa ancora più grave dal mancato pagamento di altri enti e, vero dramma, nessuna ipotesi ad oggi sul futuro dei servizi.
Ci chiediamo, quali ricadute potrà avere per il territorio alessandrino tutto questo? Quali saranno i reali costi sociali? Per quale motivo il personale delle cooperative deve sempre essere messo in secondo piano rispetto ad altre situazioni sostenendo, di fatto, il principio per il quale le fasce deboli sono sempre più deboli!
Le cooperative sociali di tipo B, per legge devono ospitare almeno il 30% di soggetti svantaggiati (diversamente abili, detenuti, tossico/alcol dipendenti, donne in difficoltà, ecc. ). Nelle nostre cooperative la percentuale è almeno del 40: chi si farà carico della vita di queste persone?
Quello di oggi non è più, come in passato, un grido d’allarme, ma una realtà tangibile. Noi, senza un intervento immediato del Comune di Alessandria, non siamo in grado di immaginare una soluzione.
7.    PUBBLICO E PRIVATO: UNA NUOVA CULTURA
Lavoriamo per fornire servizio pubblico. Lo facciamo assicurando altissimi livelli di efficienza e qualità. Ma siamo gli ultimi ad essere pagati, i primi quando si tratta di licenziare e di ridurre i servizi. Rivendichiamo la parità di trattamento: non siamo lavoratori di serie B, anzi, siamo coloro che hanno portato efficienza e sostenibilità. Non possiamo più accettare questo paradosso: la penalizzazione di chi ha dato di più, chiedendo di meno. Un caso per tutti è il CISSACA. 50 lavoratori pubblici, 250 lavoratori di cooperativa. Non a caso, il CISSACA è fra i pochi enti partecipati ad avere i conti a posto. Non a caso, qui insiste il maggior credito delle cooperative. Com’è possibile? Grazie all’efficienza garantita dal modello gestionale che sosteniamo: un cuore pubblico, un corpo cooperativo, cioè un ‘privato’ attento al lavoro, alla qualità e all’innovazione, all’efficienza e alla sostenibilità dell’intero sistema. La sostenibilità è oggi il presupposto essenziale di ogni modello gestionale. Non solo chiediamo, quindi, che vengano tutelati i nostri interessi e quelli dei nostri lavoratori, ma proponiamo un modello per uscire dalla gravissima crisi alessandrina: non meno cooperative, ma più cooperazione per uscire dalla crisi.
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