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MessaggioInviato: 09/05/2014, 17:52 
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Colombo: Il Conservatorio Vivaldi è una scuola che forma e fa produzione
by Pier Carlo Lava
Abbiamo incontrato Angela Colombo, Direttore del Conservatorio Vivaldi di Alessandria, per un intervista, queste sono le sue interessanti risposte alle nostre domande:
Ci può fare una  breve storia del Conservatorio, mettendo in luce le tappe importanti e risultati riconosciuti?
Il “Vivaldi”, nasce come Scuola di musica nel 1858 e diventa Conservatorio alla fine degli anni 60 del secolo scorso. All'inizio le classi sono poche, soprattutto archi, ma lo sviluppo è stato costante e attualmente sono attivate tutte le classi di Strumento, Canto, Composizione e Didattica con accanto, naturalmente, tutti quei corsi indispensabili per una formazione musicale completa e approfondita.
Quali sono le regole per accedere al Conservatorio?
Al Conservatorio si accede tramite esame di ammissione: prove d'esecuzione e prove attitudinali. Vengono stilate delle graduatorie e gli idonei sono ammessi fino ad esaurimento dei posti disponibili. La precedenza, in osservanza della legge di riforma che da diversi anni ci tiene impegnati in una non facile sua applicazione, è per i candidati del settore dell'Alta Formazione (i corsi universitari di I e II livello), seguono gli aspiranti al settore PreAccademico che ha sostituito il Vecchio Ordinamento in esaurimento.
Quanti sono gli studenti iscritti e come sono divisi fra maschi e femmine?
Nel corrente anno gli studenti iscritti sono 600 tra Vecchio Ordinamento, Pre Accademici, Trienni e Bienni (304 maschi e 296 femmine).
A questi possiamo aggiungere i 160 iscritti al Progetto Propedeutica (corso di avviamento alla musica rivolto alla Scuola Primaria) e al Laboratorio Scuola per Adulti.
Quali sono i caratteri fondamentali Conservatorio oggi: proposte didattiche, concorsi, ecc.?
La caratteristica interessante del Conservatorio è quella di essere insieme scuola che forma e scuola che fa produzione. In Conservatorio si impara a suonare, cantare, scrivere, insegnare musica: tutto questo lo si mette subito in pratica.
Ai percorsi didattici scanditi dagli appuntamenti delle prove di valutazione, all'impegno quindi importante costituito dal lavoro con i docenti (lezioni singole, collettive, di gruppo ristretto...) e dallo studio a casa, si aggiunge la fondamentale opportunità di “cimentarsi” con l'impegno performativo: dai classici Saggi e Incontri musicali all'inserimento nelle stagioni del Conservatorio (ad esempio le Intro allievi che da quest'anno precedono i concerti dei “Mercoledì” e lo Spaziotesi sempre inserito nel cartellone del Festival “Scatola Sonora”).
Penso anche al ciclo di Concerti per le scuole “Entriamo nella casa della musica” interamente e da sempre affidato agli allievi in qualità di esecutori e di guide all'ascolto, e alla Maratona di settembre che abbiamo chiamato Musica in Rete perché oltre ai nostri allievi coinvolge anche quelli degli Istituti con noi convenzionati (la “Rete per la formazione musicale di base” che raccoglie centri di formazione del Piemonte, Liguria e Lombardia). Penso alla stagione dei Concerti Almuseo, che organizziamo insieme all'Assessorato alla Cultura della Città. E a tutte quelle collaborazioni che ogni anno realizziamo con Istituzioni, Associazioni, Club, privati con i quali abbiamo in atto uno scambio costante e ricco. Oltre ad essere delle ottime occasioni per i nostri allievi, queste iniziative rappresentano il nostro contributo a mantenere vivo il desiderio di cultura e di bellezza, indispensabile nutrimento del cervello e dello spirito.
Accanto a tutto ciò abbiamo inoltre gli scambi e le collaborazioni con altre realtà in Italia e all'estero. Ne cito una per tutte: il Protocollo ormai decennale con l'Università americana Athens (in Georgia). Ogni anni un nutrito gruppo di studenti americani viene in Alessandria a lavorare con i nostri docenti e ogni anno un gruppo di nostri allievi selezionati si reca per tre settimane nella loro sede.
Infine, non potendo citare tutto, voglio ancora ricordare il Concorso Nazionale di Esecuzione per Contrabbasso “Werther-Emilio Benzi”, unico in Italia e momento interessante di confronto tra i giovani contrabbassisti allievi dei Conservatori italiani.
Come si può definire l’inserimento del Conservatorio nel tessuto economico e sociale della Città e del territorio?
Come dicevo prima lo scambio con varie realtà della Città è vivace, sento molta attenzione nei confronti del Conservatorio. Noi rispondiamo offrendo quello che sappiamo fare: mettiamo a disposizione allievi preparati che possano offrire la nostra musica scegliendo quella più adatta per le varie occasioni (che vanno dagli interventi in cerimonie ufficiali, alle aperture di Convegni, a momenti di intrattenimento, a partecipazioni ad iniziative varie fino a concerti e spettacoli completi). Lo dico spesso: la musica sta bene ovunque, ogni spazio ha la sua musica adatta, abbiamo allievi dei sette agli ottanta anni e possiamo accontentare tutti i gusti!
Dal punto di vista lavorativo la situazione è difficile, come in tutti i settori. Non possiamo fare molto ma qualcosa facciamo. Le docenze del Progetto Propedeutica e del Laboratorio Scuola per Adulti (corsi che in autonomia il Conservatorio organizza nella che sia una bella opportunità utile da offrire alla Città) sono affidate a nostri allievi diplomati e selezionati tramite bando. E' il nostro modo di dare loro l'occasione di svolgere un'attività che sia strettamente legata agli studi che hanno svolto. E sappiamo bene come questo spesso non sia possibile.


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